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Riflessioni, pensieri, commenti sulla vita di tutti i giorni |
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Diario
6 aprile 2005
prova
Prova
| inviato da il 6/4/2005 alle 8:21 | |
5 aprile 2005
Le prime reazioni di Berlusconi fanno ben sperare
Finalmente arrivano i primi commenti di Berlusconi rilasciati in un'intervista a Panorama, ecco un passaggio molto interessante: | | "Sono sereno. So di aver governato al meglio delle possibilità. Nei prossimi mesi continuerò a lavorare come ho sempre fatto finora, sperando che dopo il momento della protesta espressa con il voto regionale, arrivi anche il tempo della ragione. E che gli italiani prendano atto di quanto di buono ha fatto e farà il nostro governo".
Non c'erano dubbi che dall'alto della sua presunzione il Cavaliere non facesse autocritica o non riconoscesse nemmeno un errore. Speriamo davvero che continui a lavorare come ha sempre fatto, al meglio delle sue possibilità senza c ambiare una virgola del suo modo di governare l'Italia, se continuerà così su questa strada consegnerà l'Italia in mano al centro sinistra e gli eviterà anche la fatica di fare un porgramma. Dai Silvio sinceramente faccio il tifo per te ora affinchè tu non molli e continui per la strada che hai imboccato 4 anni fa, forse farai qualche altro danno a questo nostro povero paese ma fra un anno ti toglieremo di mezzo, politicamente parlando naturalmente.
| inviato da il 5/4/2005 alle 19:44 | |
5 aprile 2005
Ki Ama Rompe Ogni Limite

| inviato da il 5/4/2005 alle 15:41 | |
5 aprile 2005
Elezioni: commento a caldo di un uomo qualunque ... ma di sinistra
Non c'è che dire il risultato delle elezioni regionali è andato oltre le più rosee previsioni per un uomo di sinistra come me. Meglio non cadere nell'esultanza completa però perchè si tratta pur sempre di elezioni regionali ed anche se queste di solito si avvicinano sempre molto ai risultati delle elezioni politiche, la strada da fare per il centrosinistra è ancora lunga. La tendenza dalle regionali del 2000 è stata progressivamente invertita fino a portare oggi ad una netta maggioranza del centrosinistra. Mi auguro che ora i leaders politici dell'opposizione nono perdano tempo a chiedere le dimissioni del governo, personalmente ero contrario anche nel 2000 alle dimissioni del governo D'Alema causate dal risultato delle elezioni regionali di allora, e quindi anche ora sono contrario alle dimissioni del governo Berlusconi perchè bene o male le tornate elettorali europee, regionali, amministrative sono una cosa diversa da quelle politiche. Spero ora che tutta l'opposizione si metta a lavorare seriamente ad un programma serio alternativo a quello proposto da Berlusconi e company perchè i risultati di oggi a parere mio sono soprattutto il frutto di una politica disastrosa del cavaliere che ha dimostrato ampiamente di non essere in grado di governare oltre i propri interessi personali. L'Itala è comunque un paese difficile da governare e le elezioni soprattutto in questi ultimi anni di bipolarismo lo hanno dimostrato ampiamente, chi sta al governo perde inevitabilmente consenso popolare in quanto il nostro paese è fortemente dipendente all'economia mondiale e questa forte sudditanza pone la maggioranza di governo, qualunque essa sia, in condizioni di non operare liberamente. Inoltre il nostro sistema elettorale misto assegna poteri non indifferenti a gruppi numericamente limitati ma estremi nelle loro ideologie e nelle loro politiche, a suo tempo il centro sinistra fu abbattuto da Rifondazione Comunista, l'attuale maggioranza credo non si sottragga a questa regola dovendosi difendere dalle aspettative secessioniste della Lega che non sono condivise dalla maggioranza degli italiani. Quali possano essere i motivi che hanno portato a questa grande affermazione del centro sinistra non credo sia difficile individuarli, almeno quelli che secondo me sono i principali.
Il costo della vita. Nonostante il tentativo di attraverso il braccio dell'Istat di diffondere dati ottimisti sul costo della vita, gli italiani hanno vissuto sulla loro pelle il raddopio matematico dei prezzi e delle tariffe, un raddopio che ha avuto come diretta consequenza il raddoppio del costo della vita essendo i salari rimasti ai livelli prima dell'avvento dell'euro. Lo sforzo di Berlusconi di addebitare a Prodi questa responsabilità non è valso a niente, perchè l'Italia non aveva certamente la forza di rimanere fuori dall'euro e dall'europa ed il governo avrebbe dovuto guidare il passaggio dalla lira all'euro. Il nostro paese era il più a rischio fra i paesi europei in questo passaggio a causa di una moneta fortemente svalutata la lira in cui ormai l'uso dei centesimi era sparito da tempo, troppo forte, semplice e soprattutto prevedibile l'euqazione 1 euro = 1000 lire per non poter essere controllata a dovere. Il governo ha lasciato campo libero a tutti e così i prezzi in quattro anni sono raddoppiati mentre i salari sono rimasti ai livelli di quando la lira era la nostra moneta. Non sono bastate le fandonie di Berlusconi sul costo della vita e sulle responsabilità di Prodi a controbattere il salasso a cui sono stati sottoposti gli italiani e non è stato nemmeno sufficiente l'elemosina del taglio dell'Irpef i cui vantaggi sono andati proprio ai redditi più forti e quindi che meno hanno sentito il peso dell'euro.
La guerra in Iraq. Altro grosso errore è stato quello di non considerare il parere contrario della maggioranza degli italiani alla guerra in Iraq ed anche se devo dare atto al governo della coerenza dimostrata, partecipare alla guerra è stato un grosso errore politico. L'italia ha rischiato di provocare grosse divisioni all'interno dell'europa, schierandosi contro Francia e Germania due dei paesi più forti in europa e due dei paesi più europeisti dopo l'Italia. L'avvento di Zapatero in Spagna e la dimostrazione che era possibile abbandonare la guerra senza che questo volesse significare sconvolgimenti terribili, ha ancora convinto di più gli italiani che quella guerra era ed è sbagliata. Naturalmente Berlsuconi non avrebbe potuto abbandonare l'Iraq dopo aver seguito gli americani ed a lui l'onore della coerenza ma una coerenza dettata da una scelta errata in partenza.
La ritrovata unione del centro sinistra. Anche se molti dal centro destra hanno sorriso e ironizzato sul simbolo e sul nuovo nome della coalizione di centro sinistra, trovare quel simbolo e ritrovare almeno per ora quella unione hanno avuto un peso non indifferente, come si era già potuto verificare alle elezioni europee. Il voto unanime e contrario al rifinanziamento della missione in Iraq è stato un segnale che quella unione non era solo un accordo politico sulla carta ma anche una fonte di una nuova iniziativa unitaria di tutto il centro sinistra. Le prove che l'Unione dovra affrontare sono ancora molte e rischiose ma per ora la ritrovata coesione ha dato i suoi frutti e se si vorrà sconfiggere Berlusconi tale coesione deve essere mantenuta.
La riforma della costituzione. A mio parere questo è stato un altro colpo al consenso da parte degli italiano al centro destra. La nuova costituzione di fatto piace solo alla Lega e fa intravedere dei grossi rischi nel futuro del paese e della sua unità. Oltre a fornire poteri quasi dittatoriali al futuro premier, le nuove norme costituzioni introducono un federalismo che di fatto porterà ad ulteriore rafforzamento della suddivisone fra nord e sud, fra regioni ricche e regioni povere. Anche nella maggioranza si sono levate voci contrarie a questa riforma costituzionale che molti italiani ritengono sbagliata sia nella sostanza che nella forma in cui si è arrivati ad apporvarla fino ad ora. Cedere ai ricatti della Lega a portato a questo risultato, un segnale anche per il centro sinistra all'interno del quale coesistono posizioni che potrebbero dare luogo a scontri analoghi.
Insomma a mio parere il successo del centro sinistra è dovuto principalmente agli errori ed alle scelte sbagliate del centro destra, un monito quindi per rallegrarsi dei risultati di questa tornata elettorale ma anche per mettersi seriamente al lavoro in vista del confronto più importante per le sorti del paese.
| inviato da il 5/4/2005 alle 8:27 | |
4 aprile 2005
Indecenza
E' un momento triste e certamente non il momento di polemiche o quant'altro, sarebbe il momento della preghiera ma non sono la persona più adatta e nemmeno degna di pregare per un uomo come il papa, quindi non posso fare a meno di sottolineare due aspetti di questi tristi giorni che mi fanno arrabbiare da una parte, stare male da un'altra parte e soprattutto mi fanno vergognare di essere un appartenente a questo paese. La prima vergogna e rabbia è la televisione italiana e uno per tutto Bruno Vespa, un giornalista che sfrutta ogni avvenimento per stare sempre in tv, un giornalista che nella sua orrenda trasmissione passa a parlare di avvenimenti che che sfiorano il pettegolezzo ad avvenimenti seri, tristi e drammatici come la morte del papa ed il tutto con ospiti discutibili. Forse la Rai avrebbe fatto bene a limitarsi ai telegiornali o a trasmettere senza nessun commento tutto cio' che stava avvenendo in Piazza S.Pietro e basta. L'altro avvenimento ancora più disdicevole e vergognoso è stata la comparsa di manifesti stampati dai partiti per ricordare il papa. Un fatto su cui qualsiasi commento è superfluo. Non conosco quali siano questi partiti, ma chiunque fosse meriterebbe di essere cancellato dal panorama politico italiano.
| inviato da il 4/4/2005 alle 8:50 | |
4 aprile 2005
Se n'e' andato

Non è più con noi ma non ci ha lasciato
| inviato da il 4/4/2005 alle 8:29 | |
1 aprile 2005
Un commento su queste ore
Riporto un commento lasciato su blog a proposito di questo momento di dolore ... mi è piaciuto molto e allora lo inserisco in un post
Silenzio e punta di piedi per accompagnare un uomo che è stato GRANDE nella vita e,secondo me,come pochi,ha saputo compiere la sua missione sulla terra:soffrire come il Cristo,mantenere fede nei valori in cui crede (e molti sono severi,quasi anacronistici e perciò difficili per l'etica dei tempi,ma lui li ritiene validi ancora per salvare l'educazione ai valori di tutti e li mantiene e li ha richiesti sempre),cercare l'unità con le altre cpnfessioni,non esitando a chiedere scusa a capi di altre religioni...Sono atea,ma quest'uomo rispecchia più di tutti, per quel che mi è dato vedere e sapere,ciò che davvero si dice essere la missione del Cristo in terra.Spero finisca presto di soffrire,onore a una persona davvero DEGNA.
Grazie Sil
| inviato da il 1/4/2005 alle 19:4 | |
1 aprile 2005
Anche l'agonia del Papa diventa spettacolo

Ho fatto un giro per le televisioni e non posso fare a meno di scrivere che è una vergogna come tutte le televisioni staiano trattando queste ore tragiche. Ho avuto l'impressione che tutti fossero pronti ad aspettare che il Papa peggiorasse come è stato per scatenare uno show veramente deprimente. La lenta agonia di questo grande uomo è utilizzata per fare spettacolo. Perfino la politica si è fermata nonstante dopodomani si vada al voto .. ma la televisione no.
| inviato da il 1/4/2005 alle 18:59 | |
1 aprile 2005
Elezioni rinviate in liguria: la democrazia vacilla
Il clima in cui si stanno svolgendo queste elezioni non è dei migliori ed ora con il rinvio delle elezioni in Liguria a causa della riammissione della lista di Alternativa Sociale si avrà un turno elettorale non propriamente corretto. Ci sia avvia quindi ad un turno elettorale importantissimo ma in un'atmosfera in cui le garanzie democratiche sono incrinate. La storia delle firme è stata veramente una storia penosa che la dice lunga sulla serietà del nostro mondo politico, purtroppo nessuno escluso, nonostante le accuse reciproche dagli opposti schieramenti chi ne esce veramente malconcio è tutta la politica italiana e di consequenza il paese intero. Le garanzie democratiche sono fortemente minate anche da chi, avendo la responsabilità di governo, dovrebbe in qualche modo garantirle. La legge è continuamente violata come è accaduto ieri sera quando il Presidente del Consiglio, alla vigilia proprio del turno elettorale, si è concesso al salotto di Bruno Vespa per uno spot elettorale fiume mentre alla parte avversa rappresentata da Prodi sono stati lasciati pochi minuti a Batti e Ribatti. E meno male che Berlusconi aveva dichiarato che si sarebbe tenuto fuori da questa campagna elettorale: mercoledì grande spot con l'inaugurazione della Fiera di Milano trasmessa addirittura in diretta dalla Rai, ieri sera da Bruno Vespa, oggi a chiudere la campagna elettorale di Storace. Che cosa sarebbe accaduto se avesse dichiarato di partecipare attivamente alla campagna elettorale ? Insomma in questa campagna elettorale si è visto di tutto dalla storia delle firme, alla estromissione di partiti, alla riammissione in tempi però che costringono ad effettuare elezioni differite in almeno una regione, alla violazione continua da parte della maggioranza di una legge la parcondicio che buona o cattiva che sia esiste, al rischio di ulteriori ricorsi su cui la giustizia non si potrà pronunciare se non ad elezioni avvenute e quindi con il rischio che siano successivamente invalidate, ma è veramente questa la democrazia in Italia ? Bei tempi quando in televisione si assisteva a tribuna elettorale o tribuna politica condotta da Jader Jacobelli in cui si assisteva ad un contradditorio fra politico e giornalisti o fra politici di tutti gli schieramenti, purtroppo mandare al potere un signore che è anche un padrone dell'informazione televisiva e giornalistica ha portato anche a questo.
| inviato da il 1/4/2005 alle 10:3 | |
31 marzo 2005
Muore Terri Schiavo: l'ipocrisia di Bush
Terri Schiavo muore e Bush dichiara: "la vicenda di Terri Schiavo deve contribuire a creare una cultura della vita" e ancora ... " Il fondamento della civiltà è che il forte ha il dovere di proteggere il debole "
Insomma si sfrutta anche la morte e la triste conclusione di una vicenda terribile come questa per fare dell'ipocrisia in uno stato dove se non hai i soldi ... fai la stessa fine della Terri ma non perche' l'individuo decida di morire ... ma più semplicemente perchè lo stato decide che tu devi morire se non hai i soldi per pagarti le cure. Ecco un articolo di Vittorio Zucconi comparso su Repubbliac del 26 marzo.
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LE TERRI SCHIAVO D'AMERICA
MA QUANTE Terri muoiono in silenzio, lontane dai megafoni che conclamano inflessibili il "diritto alla vita"? È pietà vera, questa dei politici americani scesi in campo a fianco di frati, predicatori, teologi sinceri e dolenti, o opportunismo ipocrita e parassitico costruito sulla via crucis d´una donna? «Se dobbiamo sbagliare, dobbiamo sbagliare dalla parte della vita», dice Bush ed è impossibile non essere d´accordo. La sua appare come una posizione nobile, di principio, disinteressata. Ma ha provocato un collasso nella sua popolarità, scesa al minimo storico per lui del 45% di approval, facendo quello che neppure il calvario dell´Iraq aveva fatto, perché molti devono avere capito quanto peloso sia il pietismo di questi "neo Samaritani". Terri occupa gli schermi della tv da mattina a sera, invade l´anima di chi non sia sordo o disumano, ma nessuno parla di Sun, di Annette, di Spiro, o dei 18mila americani senza nome e senza soldi condannati a morire ogni anno per assenza di cure mediche, come calcola l´Istituto Nazionale di Medicina, un centro di ricerche non politico. Li uccideranno i 45 miliardi di dollari tagliati dalle spese per l´assistenza ai poveri, come vuole quella legge di bilancio che non ha avuto difficoltà a trovare altri 400 miliardi di dollari per il Pentagono e 80 supplementari per tenere attaccati i tubi al malato Iracheno. Demagogia di sinistra, rispondono da destra, come se non fosse demagogia di destra questa processione dietro il letto di Terri. Ogni giorno, in migliaia di ospedali, sonde vengono staccate, macchine per la respirazione vengono spente, vite umane tagliate, senza che un fotogramma passi sui video e dunque senza che una lacrima venga spremuta alla Casa Bianca. Nessuno, tranne la madre, ha pianto o ha vegliato, martedì scorso, quando i medici del Texas hanno deciso che per suo figlio Sun Hudson non c´erano più speranze di miglioramento né di guarigione. La displasia tanatrofica, il difetto natale con il quale era nato, lo aveva costretto a sopravvivere agganciato a un respiratore perché il suo cuore e i suoi polmoni erano sottosviluppati e la legge sulla "Futilità dell´assistenza", firmata dall´allora governatore George Bush nel 1999, dà ai medici l´autorità di decidere se sopprimerlo o continuare. Nessun altro istituto era disposto ad accoglierlo, perché la madre, una donna single e semidisoccupata, non aveva fondi propri e lo stato, a norma di legge, non avrebbe più pagato. Sam ha avuto la fortuna di morire in poche ore. Aveva cinque mesi, ma non il diritto allo scandalo. «Assassini», si grida attorno all´ospizio dove si consuma un´agonia che diventa la sostanza straziante, non più la forma, della sua fine. Un padre cappuccino, Paul O´Donnel, confessore della famiglia Schindler, si fa intervistare dalla Fox Television, la voce della destra, per chiedere che Jeb Bush, il governatore fratello, «mandi la Guardia Nazionale», le truppe dello stato a salvarla contro la volontà di ormai 29 giudici locali e federali. Un golpe santo, ma un golpe non di meno. Eppure non si mosse neppure un agente della stradale quando Annette Arrico, a Dallas, sentì un nodulo nel seno ma non andò a farsi vedere. Non aveva i soldi per il medico, lo stato del Texas aveva tagliato i fondi per lei. Quando si presentò in ospedale era troppo tardi. Annette Arrico aveva 36 anni. Non avendo soldi, non aveva "diritto alla vita". Terri si sta consumando. Dice la madre: «Ogni giorno qualcosa cede dentro di lei», è forse già tardi per recuperarla. Spuntano da ogni studio esperti che diagnosticano a distanza una possibile ripresa, testimoni che giurano di averla sentita parlare (ma nessuno riferisce mai che cosa abbia detto). Il volto sorridente e paffuto di Terri bambina, Terri teenager, Terri sposa luminosa dilaga ovunque. I networks succhiano il suo sangue, che fa il miracolo dei ratings e dello share. Il Washington Post, nel pezzo che pubblichiamo qui sotto, ricostruisce la sua vita. Ricorda che l´arresto cardiaco che le devastò il cervello per anossia, per fame di ossigeno, quando aveva 26 anni, fu scatenato dall´altalena micidiale di anoressia e di bulimia, che la portava in poche settimane a guadagnare e perdere decine di chili. Era una giovane donna timida, la piccola di casa tiranneggiata dai fratelli maggiori, era ignara di amore e di mondo. Sposò il primo uomo che l´avesse baciata sulla bocca, Michael, l´infame, la bestia, il boia dell´ignobile kolossal. Maledetti giudici, ringhia la lobby della vita contro la "cultura della morte", approfittando per chiedere, sul suo sito, contributi politici per sfruttare Terri nella campagna contro l´aborto volontario. Ma chi vedrà mai le foto da neonato, i primi passi, i sorrisi del bambino di due anni che è morto tre giorni or sono, quando l´ospedale del Texas in cui era ricoverato ha ottenuto proprio da un giudice, in questo caso molto giusto, il diritto di togliergli la spina, contro la volontà della madre. Terri deve essere salvata a ogni costo e ormai tutti sono condannati a cavalcare questa tigre politica che soltanto una minoranza rumorosa approva, dicono i sondaggi. L´essere diventata un simbolo ormai disumanizzato, una croce lungo la via dolorosa, ha finito per condannarla, anziché salvarla, trasformandola nel football di una partita storica, teologica e costituzionale infinitamente più grande di lei. È quello che stanno cercando di fare i figli di Spiro Nikopoulos, che hanno ottenuto dai tribunali di Houston di rinviare la sua sentenza di morte emessa dall´ospedale che non viene più rimborsato dallo stato del Texas e dunque vuol staccare la spina. Ma quale chiesa, partito, parlamentare, presidente mobiliterà aerei, fedeli, iscritti, elettori per Spiro? Diciottomila americani muoiono ogni anno per mancanza di assistenza sanitaria. Centocinquemila bambini, soltanto in Texas, lo Stato cristianissimo, sono stati esclusi quest´anno dall´assistenza sanitaria pubblica, per risparmiare spese (sprechi, nel gergo elettorale). Sono troppi perché possano andare tutti in tv a strapparci il cuore come Terri. |
| inviato da il 31/3/2005 alle 19:43 | |
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